LA DOMANDA, LA PROPOSTA, LA PROVOCAZIONE. LA NUOVA STAGIONE.
Un piccolo ritorno, non accompagnato da frasi belle verso lo ZLSC. Quelle ci sono sempre, dentro. Ora prevale l'indignazione.
E' per questo che vi scrivo, car* compagn*, amic*, nipotin*.
E arrivo subito al punto.
Com’è possibile che si valuti e dichiari incostituzionale una proposta di legge che combatte l’omofobia (in cui peraltro è omessa la tutela e la difesa dalle violenze dei trans… per un compromesso presunto bipartisan) - e le violenze in nome d’essa perpetrate - e non una proposta di legge sullo scudo fiscale – il rientro senza peccato dei capitali italiani portati all’estero in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari, in una parola, i soldi dei grandi evasori - …?
Violati i principi e i contenuti del Trattato di Lisbona, ricevuta la riprovazione da parte dell'ONU, con violenze che continuano ed aumentano ai danni di gente comune o speciale, questo poco conta, ma che normalmente ha diritto di vivere la propria intimità.
Draghi dalla roccaforte di Bankitalia che si dice preoccupato per le possibilità di evasione fiscale ipotizzabili a seguito dell'approvazione del decreto sullo scudo fiscale (congelato, ovvero condotto al traguardo, con l'ennesima richiesta di fiducia). Un intuito preventivo sbalordente, quello di Mr. Draghi...
Ancora una volta, è stato esautorato il potere legiferante dell'organo legislativo, a scapito dell'onnipotenza legiferante dell'esecutivo. L'arma del cavaliere (e i cavalieri in effetti gli scudi li portavano, e grazie ad essi le spade brandivano...) riveduta, limata e corretta ben tre volte per garantire infine, così vi è sancito, "l'esclusione di punibilità" per il falso in bilancio, per la bancarotta fraudolenta, per l'emissione di fatture false, per la costituzione all'estero di fondi in nero. Omissione di giustizia. Anomalia. Terrificante anomalia.
E quindi l'ovvietà, cioè la logica - niente di trascendentale – mi fa dire: persone colpevoli di nulla, quindi innocenti… malmenate, picchiate anche a sangue, con la vita a rischio; persone colpevoli di reati, e gravi, che impoveriscono, indeboliscono e ridicolizzano il nostro Stato nazionale, quindi criminali… impuniti, e anzi di più: ancora più arricchiti. Perché così è, di fatto. Perché non si gira intorno alle cose. Intorno a certe cose, no.
E questo "di fatto" fa rabbrividire.
La domandina semplice semplice è:
Ma in che razza di Paese viviamo? C(h)i si riconosce in questo Paese? Io no.
La proposta, forse un po' meno semplice, ma necessaria è: parlare, parlare, anche urlare, se serve. Contestare, scendere in piazza, combattere, affermare uguali diritti per tutti, non difendere solo, egoisticamente, i propri. Tutti è tutti, cioè ciascuno: è sempre il famoso articolo 3 della nostra carta costituzionale, il motivo di merito che ha contribuito - insieme al motivo di metodo rappresentato dall'interpetrazione dell'art. 138, che prevede che sia una legge costituzionale, e non una ordinaria, a disciplinare certe materie così delicate e nevralgiche, e rilevanti giuridicamente - alla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale (organo supremo di garanzia, tanto per dire).
Signori, indigniamoci.
Signori, agiamo.
Dimentichiamoci da un lato l'agio e dall’altra la demoralizzazione. Qui si tratta di noi.
Allora, che lo Zialidiasocialclub - e questa è la provocazione - non rinunci alla sua vocazione laica e libertaria di luogo di confronto e di critica e di proposta politica - latu senso - che, a ben guardare, è esso stesso fucina di scambio e crescita culturali. Perché la cultura di un Paese è la sua libertà, la sua democraticità, e non deve restare lettera morta di auto- o etero- compiacimento.
La pluralità e l'etica, il diritto e i diritti. (Ri)prendiamoci quelli negati.
Indigniamoci, signori, con fierezza e lucidità.
Io non lo voglio proprio più un Paese così.
Questo il senso dell'utilizzo del termine "compagn*". Affermato con volontà di allargamento storico-semantico, con consapevolezza ed orgoglio.
L'antropologia di un Paese non è un dato fisso. Non è una ragnatela che imprigiona. Non dev'esserlo. Non bisogna più restare passivi dinanzi agli eventi.
L'antropologia di questo Paese sfugge oramai finanche alle sue più mediocri manifestazioni. Ne sta permeando pericolosamente l'essenza. E' il momento di dire basta e reagire, prima che sia di nuovo tardi come la nostra storia anche recente, quella del Novecento, ci insegna che può essere. Ricordiamocela, la Storia.
Mi aspetto possibili tentativi di lapidazione. Questo pensiero mi ha accompagnata mentre scrivevo, dandomi talune scosse dissuasive, ma ha prevalso quello che per me è un dovere (quantomeno personale) morale, e la necessità di dire, di esporre, di espormi.
In attesa di riscontri, di contraddittori. Di altro.
Lieta anzi se qualcosa si muove.
Che qualcosa si muova.
In attesa della Nuova Stagione,
Vi abbraccio, forte, come sempre.

Valentjna.